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Guanti per tutta la famiglia

Eccomi qua come promesso con la seconda traduzione dei modelli per la famiglia, oggi parliamo dei guanti.

Come già scritto in precedenza questi del modello sono realizzati con filato doppio di due colori per creare l’effetto screziato, e ferri no. 8. Le taglie sono per: a) 4/6 anni, b) 8 anni, c) 10/12 anni, d) donna e) uomo
Le misure: larghezza = a) 16 cm, b) 18 cm, c) 19 cm, d) 21 cm, 3) 23 cm,
lunghezza = a) 17 cm, b) 19 cm, c) 21 cm, d) 23 cm, e) 28 cm.
Per la prima misura 4/6 anni è necessario solo un gomitolo per colore, mentre per tutte le altre taglie 2 gomitoli per colore. Il punto utilizzato è sempre lo stesso, coste 3/2, cioè tre m. diritto e due m. rovescio.

E’ indispensabile per la buona riuscita del modello fare il campione: 10 cm. di lato = 7 m. x 13 righe (lavato e asciugati mi raccomando!).

Realizzazione: (per il modello base più piccolo)

montare 12 m. e lavorare a coste 3/2 iniziando con 2 m. rovescio. A 17 cm. di altezza chiudere tutte le maglie. Lavorare un secondo pezzo uguale.
Unire in seguito in tondo ogni pezzo con cucitura invisibile, lasciando aperto 3 cm. a 3 cm. dal bordo per il pollice. (per le tre taglie da bambino), per la taglia d) 4 cm. a 4 cm. dal bordo; per la taglia e) 5 cm. a 5 cm. da bordo.

N. B.: Per le altre misure:

b) + c) iniziare a lavorare con 1 m. diritto

d) iniziare a lavorare con 2 m. rovescio

e) iniziare a lavorare con 2 m. diritto.

Spero sia tutto chiaro. Ad ogni modo trovare l’originale in francese qui.

 

 

 

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La dolce rivoluzione femminile

Se oggi coloro che amano lavorare a maglia possono realizzare capi su misura lavorati in tondo senza cuciture, senza dover per forza seguire un modello ma creando il proprio disegno esclusivo e applicando delle semplici regole di costruzione, lo si deve a due donne che intorno alla metà del ‘900 negli Stati Uniti hanno rivoluzionato il modo di fare e di pensare la maglia.

Elizabeth Zimmermann e Barbara G. Walker sono state protagoniste di una vera e propria rivoluzione della maglia; da mera attività di esecuzione di istruzioni predefinite l’hanno trasformata in un atto creativo realizzabile da chiunque ne abbia la volontà.

Elizabeth Zimmermann (1910 – 1999), nata in Inghilterra ed emigrata in America nel 1937 assieme al marito conosciuto durante gli studi in Germania, ha avuto fin da bambina una passione così grande per la maglia da divenire quasi un’ossessione.
Ha attinto alle sue vaste conoscenze sulla maglia tradizionale dei paesi nordeuropei per attualizzare e rendere di semplice esecuzione molti capi tradizionali;
esempi emblematici sono il Pi-Shawl e lo Stonington Shawl, entrambi rielaborazioni in chiave semplice degli scialli in pizzo delle isole Shetland, e la Tomten Jacket, la sua versione della giacca svedese.
Oltre a ciò ha elaborato geniali formule di costruzione come lEPS, Elizabeth Percentage System, un semplice metodo di calcolo delle proporzioni per costruire maglie e cardigan su misura dalla vestibilità perfetta, lavorati in tondo dal basso verso l’alto senza cuciture sui ferri circolari, e ha creato capi iconici come la Surprise Jacket una giacca lavorata in piano a legaccio in un sol pezzo che una volta terminata la lavorazione si piega come un origami e basta una semplice cucitura su spalle e parte superiore delle maniche per poterla subito indossare.
A partire dagli anni ’60 ha organizzato raduni annuali di appassionate e ha condotto diverse serie di trasmissioni televisive sulla maglia per la rete CBS. Ha scritto diversi libri tra cui il leggendario Knitting Workshop e ha fondato una casa editrice, la Schoolhouse Press, che ancora oggi stampa le sue pubblicazioni.
Soprattutto, Elizabeth Zimmermann ha il grande merito di aver sempre lavorato affinché la maglia potesse diventare un’attività libera, autonoma, personale, semplice e autenticamente creativa; per questo è stata amata moltissimo e continua ad essere amata da tutti noi che ancora oggi leggiamo i suoi piacevolissimi libri e realizziamo le sue costruzioni geniali. 

Barbara G. Walker, nata nel 1930 e ancora vivente, è conosciuta dagli appassionati di maglia  soprattutto per la tecnica top-down; pochi sanno che è una giornalista e scrittrice che ha lavorato per anni come cronista al quotidiano Washington Star.
Per il suo lavoro di reporter e di operatrice di una linea telefonica dedicata alle donne vittime di violenza, negli anni ’70 si è avvicinata alle tematiche dell’emancipazione femminile scrivendo numerosi testi dedicati alle donne e alla mitologia pagana che mette la donna al centro dell’Universo.

La maglia, che ha appreso negli anni dell’università, per la Walker rappresenta un fattore importante dell’espressione femminile e ha costituito perciò un campo d’interesse importantissimo.
Ha dedicato anni di lavoro alla ricerca e catalogazione dei punti a maglia, generando una raccolta in ben quattro volumi, i Treasuries of knitting patterns che rappresentano una miniera inesauribile di punti e motivi da cui hanno attinto tutti i designers, dalla stessa Elizabeth Zimmermann fino ai nostri contemporanei.
La Walker ha scritto numerosi altri libri di maglia tra cui il più importante è senz’altro Knitting from the top, il testo fondamentale della maglia top-down.
In esso viene spiegata passo a passo e in modo sistematico la costruzione top-down, cioè dall’alto verso il basso, di maglie e cardigan su misura con diversi stili, dal raglan al giromanica, tutti lavorati in tondo senza cuciture con i ferri circolari; viene spiegato inoltre come lavorare top-down anche gonne, pantaloni  e cappelli, sempre partendo dalle misure personali.

La costruzione top-down non era nuova al panorama della maglia negli Stati Uniti; nei decenni precedenti altre autrici l’avevano trattata nei loro libri ma Barbara Walker ha dato a questa tecnica la sistemazione definitiva, applicabile a qualsiasi stile e a qualsiasi figura.

Elizabeth Zimmermann e Barbara Walker erano legate da un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima; ognuna delle due definiva l’altra un genio.  
​​​​​​​La loro missione è stata cercare di rendere la maglia un piacere e una fonte di soddisfazione, non di frustrazione o arrabbiature; noi appassionati non possiamo che ringraziarle di cuore per esserci riuscite così bene.

 

Articolo ripreso dal blog Pippicalzelunghe

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Maglia che passione!

Da qualche settimana sono impegnata a tenere un corso di maglia a bambini delle elementari. Mi ha coinvolto una mamma del comitato genitori di quella scuola, chiedendomi la disponibilità per un’ora alla settimana per cinque lezioni. Ho accettato con entusiasmo, mi piace stare a contatto con bambini, e insegnare loro questa arte era un’idea che mi ha subito coinvolto.

Inizialmente avevo messo un tetto di 10 alunni, ma quando abbiamo iniziato erano già diventate 15; alla terza lezione se ne sono aggiunte altre e siamo arrivate a 20. Per fortuna la mamma che mi ha coinvolto mi dà una mano nel seguirle, perché sono tutte alle prime armi. Nel gruppetto si era annunciato anche un maschietto, con mia grande gioia, ma è venuto solo una volta e non so se tornerà, staremo a vedere.

Le bambine invece sono tutte entusiaste, anche se terribilmente incapaci! Solo due o tre di loro hanno recepito subito il meccanismo e stanno andando avanti quasi senza problemi. Per ora insegno loro solo la maglia diritto, con il risultato di ottenere il legaccio; quando e se saranno più disinvolte, passeremo alla maglia rovescio.

C’è una bambina però fra loro, che a quanto mi è stato detto nelle attività scolastiche ha bisogno di sostegno, che ha capito subito e con grande manualità sta andando avanti tranquilla e serena, e mentre le altre hanno a malapena una decina di righe a legaccio, lei ha quasi realizzato una mezza sciarpa! E’ bellissimo vederla lavorare, si siede lì tranquilla, sembra che il mondo intorno a lei non esista più, esiste solo il filo colorato e i ferri che tiene fra le mani, e infila un punto dopo l’altro senza distrarsi e quasi senza fare errori.

Le altre bambine invece è tutto un cicaleccio, interrotto ogni tanto da un “maestra mi aiuti?” con tono più o meno lamentoso. Qualcuna pur essendo partita come le altre con 20 maglie sul ferro, si ritrova all’improvviso ad averne il doppio…e non sa spiegarsi perché. Quasi non glielo so spiegare nemmeno io! Certi errori riesco con pazienza a recuperarli, altri non li tocco nemmeno e lascio che il risultato dimostri tutto, il sapere e gli errori. E’ bello anche così, è fantasioso, creativo, è il frutto della loro energia e creatività.

Peccato che fra poco il corso giunga già al termine, anche per loro, chi è in quinta mi chiede già “ma l’anno prossimo che sarò alle medie, come farò?” e io non so dare loro una risposta… Peccato. Spero che, visto il successo di questo piccolo corso, qualcuno decida di riproporlo sia il prossimo autunno sia in qualche altra scuola di ordine e grado.

 

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Libri, libri, libri

Per causa di forza maggiore si è dovuto spostare l’incontro a mercoledì 19 ottobre.

Per chi se lo fosse lasciato sfuggire, il 14 ottobre riprendono gli incontri del nostro Biblio Caffè: http://unfilodilana.com/biblio-caffe/

Questo primo incontro autunnale sarà di venerdì, invece che mercoledì, per dare modo anche a chi ha bambini di partecipare. So che trovare il giorno giusto per tutti non sarà facile, quindi valuteremo in corso d’opera quale giorno sarà meglio per la maggioranza.

Nel frattempo vi lascio delle tracce per un paio di libri fra quelli suggeriti, che ho già letto, nel caso voi non vi siate ancora “buttati”:

Virginia Helbling, Dove nascono le madri – un libro sul senso della maternità e dell’essere donna al di là di un figlio.

Fabio Contestabile, La mappa per Pétur – un viaggio attraverso i ricordi d’infanzia, i luoghi reali e mentali, riflessioni sul presente ma anche sulla nostra lingua e la sua origine.

Ecco, spero di avervi incuriosito abbastanza da desiderare di saperne di più. In quel caso, ci trovate al Bistrot Vecchio Torchio a Viganello, dalle 14.30 in poi.

Man Reading Book and Sitting on Bookshelf in Library --- Image by © Royalty-Free/Corbis

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Filati, dove acquistarli?

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Per chi come me vive a Lugano, sorge spesso la domanda “dove vado a comprare lana?”. Ed è una domanda che mi sento fare anche da chi frequenta il nostro knit cafe del martedì. Qui in città purtroppo non esistono più negozi specializzati, e possiamo soddisfare la nostra voglia di acquisto solo presso i grandi magazzini: Manor, Coop City, Migros (molto poco quest’ultima).

Se però abbiamo voglia di muoverci un po’, eccovi due negozi nella nostra regione:

Bottega della Lana a Locarno, in via Trevani 1b, tel. 091/75.11.704 – link facebook

Fili per Creare a Giubiasco, via Borghetto 16, tel. 091/224 64 66 – link facebook – e sito web

Appena fuori confine poi, a Induno Olona c’è il negozio Colori di Lana, link facebook – e sito web
Non ci sono mai stata ma mie conoscenti si, e dicono sia molto fornito. In particolare vende lane “no mulesing”, cioè rispettose dell’animale da tosare. Leggete sul suo sito la spiegazione dettagliata!

Ci sono altri negozi in Italia ma più lontani, come Morbegno: Emporio di Lazzari Federico, via Stelvio 226, tel. +39 0342 638150

Carate Brianza:  Unfilodi

Beregazzo con Figliaro: Mafil, via Marconi 25, tel. +39 031 988274

Se però preferite non muovervi e acquistare online, vi consiglio Strickcafè – negozio di Aarau che vende online vari marchi di filati, tra cui lane Drops, Lang, Malabrigo, Madelinetosh, Rowan. Spese di spedizione contenute e invio velocissimo, in tre giorni max avete a casa la lana acquistata.

E se poi volete farvi un regalo specialissimo… c’è Magliamania, una signora che artigianalmente tinge la seta (svizzera) nel suo shop a Berna! Personalmente l’ho conosciuta e ho provato i suoi filati, magnifici! Parla e scrive anche italiano, quindi contattatela senza paura.

Spero di esservi stata utile con questo piccolo elenco, e se qualcuno che legge conosce altro in zona, me lo faccia sapere.

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Knitmap ovvero la mappa dei negozi di filati

Estate, tempo di vacanze, e molte di voi sicuramente hanno in programma un viaggio all’estero, in qualche bella città straniera. Senza dimenticare però la nostra comune passione, il lavoro a maglia. E all’estero, lo sappiamo bene, i negozi di filati abbondano. Ma come trovarli in un luogo che ci è sconosciuto, se non andandoci a sbattere per caso?
Allora ecco qua un sito utilissimo, con l’elenco dei negozi e rivendite di filati nei maggiori luoghi del mondo: knitmap.com

Provare per credere!

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Impariamo la lavorazione “entrelac”

Ultimamente mi capita di leggere qua e là sul web persone che chiedono informazioni riguardo questa tecnica. Prima di tutto, cosa è l’ “entrelac”? L’Entrelac, dal francese entralacer (intrecciare), consiste nella lavorazione in sequenza di  piccoli pezzi (quadrati o rettangoli), che vanno a costituire una fila in diagonale,  sulla quale sono lavorati altri quadrati o rettangoli e così via, sino ad ottenere la lunghezza desiderata. L’effetto che si ottiene è simile all’intreccio di un canestro.

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E’ una procedura piuttosto semplice, una volta che si è appreso il meccanismo. Più che una descrizione scritta della procedura, è meglio un video, come questo in italiano. Ma su Youtube ne trovate anche altri, basta una piccola ricerca.

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Questa lavorazione è adatta a realizzare sciarpe, copertine, borse, cuscini ecc. Bisogna però ricordare che sul rovescio si vedranno tutti i fili passanti, quindi non è adatta ad un capo doble face. E’ molto bella se lavorata con più colori, come colori alternati, ma anche con un filato multicolor come questo sotto.
Qui vedete bene anche l’andamento della lavorazione. entrelaque1

Allora, che ne dite? Ci proviamo? Magari mi mostrate poi i vostri lavori realizzati con questa tecnica?

 

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Europei di calcio anche noi

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Come chiunque abbia un uomo in casa sa, in Francia fra poco inizierà il campionato europeo di calcio 2016.

Possiamo contribuire anche noi, che si sia appassionate oppure no di questo sport, realizzando capi o oggetti in maglia e uncinetto. Ne offre un bel campionario il sito di Phildar con ben 22 modelli di vario genere.

Si va dal maglioncino per un bimbo taglia 4 anni com questo della foto

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che si può in seguito completare con sciarpa e berretto, a piccoli gadget come portachiavi, braccialetti, sottobicchieri ecc. Il tutto da corredare nei colori della nostra nazionale ovviamente!

I modelli sono in francese, e lo ottenere acquistando anche il filato da Phildar. Ma forse per una volta tanto si può fare, no? Per amore dei nostri “uomini” di casa….

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Ferri circolari, che passione!

Oggi riprendendo un discorso aperto da una gentile lettrice che mi ha scritto, vorrei parlarvi dei ferri circolari. Amore e odio di molte di noi. Non c’è storia, o li si ama alla follia, o li si odia profondamente. C’è chi, come me, da quando li ha scoperti non li lascia più e ha messo in cantina i ferri tradizionali, e chi invece non riesce a farsene una ragione e li abbandona dopo pochi tentativi. Voglio quindi tentare di aiutare queste ultime sopratutto e dare qualche semplice indicazione. Che ovviamente è solo la mia opinione, dettata dalla mia esperienza.

Innanzitutto per chi inizia a scoprire questo mondo alternativo, suggerisco di non utilizzare quei ferri circolari già pronti, tutto un pezzo, che si trovano a poco prezzo anche sulle bancarelle del mercato. Per il semplice motivo che questi ferri hanno il cavo rigido, poco flessibile, e dato che viene venduto con il cavo arrotolato stretto, questo trattiene la forma si può dire per sempre, rendendo difficile lavorare. Quindi signore mie, sforzatevi un attimo e piuttosto acquistate una coppia di ferri e un cavo separato, come questi:

Per iniziare potete acquistare anche una sola coppia di ferri, della misura che usate più spesso, per poi eventualmente aggiungere altre punte. Questi sciolti ti potete trovare online qui.

Se invece siete coraggiose e avete deciso di “buttarvi” nell’acquisto di un set completo, sorge il dubbio su quale marca scegliere.

La marca più diffusa sicuramente sul web e nel giro delle varie knitter sono i Knit Pro. punte knitting needles knit pro

Amore e odio anche qui. C’è chi li trova formidabili e chi li considera una vera “schifezza” (scusatemi l’espressione…).

Io ho avuto il set con le punte in legno, e mi ci sono trovata bene per iniziare e imparare ad utilizzarli con la tecnica continentale (con il filo nella mano sinistra). Unico difetto, le punte più sottili (no. 3 – 3,5) si rompono facilmente! Allora sono passata al set con le punte in metallo, ma mi ha un po’ deluso. La custodia non è così carina e comoda come la prima (che si vede nella foto), e le punte in acciaio sono molto lucide e scivolose, forse troppo. Però sicuramente non si rompono… Nel set ci sono punte dal no. 3,50 al no. 8 e 4 cavi di misure diverse: 40, 60, 80, 100 cm. con chiavette e tappi per chiudere il filo. I cavi si fissano alle punte avvitandoli e si fissano con una chiavetta da inserire e stringere, acclusa nel set.

 

Ho poi un secondo set che adoro, marca Hyia Hyia, nella bella confezione in stoffa, forse meno pratica di quella rigida di Knit Pro ma sicuramente elegante e leggera da portare in giro.

hyiahyia

I ferri sono leggeri, nel mio set vanno dal no. 3 fino al 6 con misure intermedie: 3,25 – 3,50 – 3,75 ecc. e cavi da 40, 60, 80, 100 cm. che si avvitano alle punte e si fissano stringendo con una striscia di cuoio acclusa. Unico neo, ho dovuto acquistare a parte le chiusure sia per le punte dei ferri che per fissare il lavoro sui cavi. Il vantaggio di questa marca è che il cavo, pur essendo fissato al ferro, ruota su se stesso ed evita che il lavoro si arrotoli mentre si procede, sopratutto nella lavorazione in tondo. Una particolarità molto comoda!

 

Questa particolarità so che esiste anche in un altro set, marca Tulip, tulip

che vengono venduti solo nel sito norvegese Pickles e sono piuttosto costosi. Un’amica che li ha acquistati è molto soddisfatta, inoltre si possono acqusitare anche le punte separatamente, in modo da formare il proprio set con le proprie esigenze. Se siete amanti dei filati sottili e non userete mai i ferri sopra il no 5, è inutile che acquistiate tutto il set completo! In questo modo potreste risparmiare e fare il vostro set personalizzato.

Altre marche sicuramente ottime sono i Denise denisedi cui ho letto ottime recensioni, ma che personalmente mi lasciano dubbiosa per via delle punte in plastica. Questione di gusti, penso.

Gli Addì, comodi per via dell’attacco a baionetta e non a vite come gli altri. addiClickCover

Dicono però che la connessione cavo-punta sia poco scorrevole, si “sente” lo scalino lavorando. Non so, io non li ho provati, un’amica li ha e li trova formidabili. Anche in questo caso, penso sia una questione personale e “di mano”, di come cioè si lavora.

Ho lasciato per ultimi questi che, a quanto leggo sul blog di Barbara Ajroldi, una delle mie “guru” di maglia, sono il top del top dei ferri circolari:

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Sono americari, i ferri realizzati in alluminio aeronautico, rifinito e lucidato a mano, leggerissimi ed eleganti. Ma anche carissimi! Se proprio volete “lucidarvi gli occhi” li trovate qui.

Se e quando vincerò al superenalotto… magari me li regalerò!

 

 

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